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quando il cielo ride #2
Cazzo. Romeo distese le braccia dietro la schiena accompagnando il gesto con il busto e la testa, trovandosi a fissare un non precisato punto buio verso l’alto, la sedia si era inclinata indietro assecondando il movimento; se qualcuno fosse entrato in quel momento e avesse acceso la luce lo avrebbe trovato ad imprecare verso il soffitto bianco. Dio è morto, Marx è morto e hanno appena sparato a Jhon Abruzzi, pensò. Avrebbe voluto che potesse essere diverso. No, non Abruzzi, il resto. Tirò un lungo sospiro e tornò dritto, posando le sguardo su tutte le cose lasciate a metà sulla sua scrivania: un grosso libro dalla copertina viola e il bordo giallo, un film che si era ripromesso di vedere e un godmother senza ghiaccio che ormai non valeva nemmeno più la pena di finire. “dai, scommetto che c’è un trucco, a me puoi dirlo…” disse ridendo. A parte se stesso e Dio aveva ben poca gente con cui potersela prendere, stavolta. Ed entrambi erano individui di cui Romeo non avesse poi grossa stima, e si chiedeva come facessero tante persone a riporre così tanta fiducia in loro. Nonostante tutto, sperava che almeno uno dei due avesse un piano.
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